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  • Nicola Santini

Padiglione HGZZ

Questo articolo è tratto da una ricerca di gruppo svolta per il Laboratorio di Progettazione dell'Architettura III del professore Michelangelo Pivetta all'Università degli Studi di Firenze.


Collaboratori del LPA: Giacomo Razzolini, Mattia Baldini, Mikhail Fabiani, Lapo Fuochi,

Pier Paolo Lagani, Laura Mucciolo, Vanni Renzini, Anna Chiara Zei


Autore: Nicola Santini

 

Protagonista assoluto della composizione architettonica è il triangolo. Tale elemento, alla base e successivo sviluppo del padiglione, ha permesso la creazione di moduli di misura costante e ripetitivi. La composizione del padiglione consiste in un unico blocco rettangolare a sezione triangolare. Se ne accentua il volume espanso principalmente da tre soggetti collaborativi a tal fine: l’utilizzo di materiali tecnologici e innovativi, il totale impiego di elementi vetrati con funzione di copertura esterna, e le superfici laterali apribili tramite un sistema di cavi in acciaio. Localizzato nel parco denominato HGZZ, presso Zurigo, tale costruzione offre agli utenti una completa vista sia dall’interno che esternamente, ma non concentrata sull’aspetto opaco, bensì sul carattere lucido e trasparente. Si determina così uno sviluppo privo di qualsiasi sistema costruttivo originario o tradizionale: totale abolizione della muratura portante, sviluppo in un’unica parte sia per le superfici laterali che superiori. La struttura triangolare permette un singolare fattore di equilibrio dovuto all’indeformabilità dello stesso: se ne determina di conseguenza un alto grado di staticità.

Isometria del progetto

Tale sistema costruttivo è causa del delicato rapporto con l’ambiente circostante: permette l’ottenimento di un indice di leggerezza non indifferente e di conseguenza non induce a pensare come il costruito stesso possa essere causa di sensazione di pesantezza. Si presenta ai fruitori secondo un rigido schema di moduli regolari realizzati tramite piloni in acciaio giuntati tra loro tramite viti e bulloni. La composizione strutturale è stata ideata al fine di installare dei pannelli in vetro con superficie convessa esternamente e concava internamente. Caratteristica peculiare e fondamentale del padiglione consiste nell’apertura singola o duale dei pannelli tra loro opposti. Questo risultato è stato raggiunto tramite il montaggio di cavi in acciaio ancorati a coppia ai relativi pannelli e in sommità a delle carrucole presenti su una asta parallela ad una seconda passante per i vertici dei triangoli del modulo. La staticità del padiglione è doppiamente garantita dalla presenza ulteriore di una struttura reticolare in cavi, realizzata nei rettangoli individuati sia dall’asta del sistema a pulegge e dalla passante per i vertici, sia dalla suddivisione verticale dovute, nella vista in sezione, dal montaggio di un elemento in sommità del punto di cuspide. In conclusione il sistema ripetitivo e modulare dei triangoli portanti, è garantito sia dai giunti a terra che hanno lo scopo di assorbire e ripartire il carico strutturale sia dalla maglia reticolare che impedisce i movimenti generati dalla traslazione orizzontale della composizione.

Elaborazione grafica a cura dell'autore

Organicamente il padiglione è composto da tre parti distinte tra loro: sono tre luoghi di forma rettangolare, il cui lato maggiore coincide con il lato longitudinale del padiglione. Si trovano lo spazio adibito a bancone bar e relativo magazzino; spazio ristorante, con un numero di posti a sedere compreso tra ottanta e cento; e, infine, l’apparato dei servizi tecnici e igienici. I tre spazi presentano un aspetto longitudinale a sezione costante, corrispondente alla stessa del corpo del padiglione. Strutturalmente possiede la particolarità di essere un sistema modulare ed essenziale. Privo di qualsiasi sensazione di massa o pesantezza, intende veleggiare sulla base pavimentata. Il fatto di non possedere particolari o ingombranti suddivisioni interne, ad eccezione delle tre fondamentali, richiama a memoria i fondamenti dell’architettura moderna del secondo Novecento. Il secondo fattore determinante l’ottima riuscita del padiglione è rappresentato dall’illuminazione naturale, per la quale, essendo costituito nelle pareti esterne in materiale vetroso termicamente efficiente, la luce gioca la sua primaria importanza.


Nonostante l’eccessiva impressione di leggerezza che il padiglione possa dare, il sistema modulare triangolare permette l’isostaticità della struttura stessa, alla cui base strutturale vi sono due aste in acciaio, vincolate da tre cerniere, di cui due a terra e la terza in comune nella corrispondenza del vertice. Determinato il sistema portante, l’installazione dei pannelli determina di conseguenza la realizzazione del sistema di chiusura, che essendo anche quest’ultimo realizzato con elementi in acciaio, la sensazione di leggerezza caratterizza anche le superfici laterali. L’apertura dei relativi rettangoli sul perimetro longitudinale è prova di audacia tecnica e ingegneristica poiché il ruolo svolto dalle pareti esterne, che tradizionalmente avevano funzione portante; quindi, i componenti presenti erano sottoposti a sforzi di compressione, ora non assolvono più questo compito, essendo state completamente sostituite dai piloni in acciaio appartenenti al nucleo fondativo del padiglione.


Riferimenti

Libri:


Articoli:


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