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  • Fernando Sincero

Come l'architettura ostile diminuisce la nostra empatia

Aggiornamento: 18 gen 2023

Innanzitutto, cos'è l'architettura ostile?

L’arredo urbano è uno dei principali modi in cui la restrizione dell'uso può prendere forma fisica. Ne sono esempi le panchine disegnate in modo tale da essere scomode alla seduta, al fine di limitare il tempo di utilizzo, e gli appoggi per le braccia che, oltre a impedire che i senzatetto possano sdraiarsi per riposarsi, prevedono una sola forma di utilizzarli: seduti in una posizione specifica, ogni uno al posto suo. Questo tipo di strategia progettuale, che intende controllare l'atteggiamento umano e restringere l'utilizzo a determinati gruppi di persone, è conosciuto come architettura ostile oppure unpleasant design (design sgradevole).


arquitetura hostil
Fonte: https://www.urbandesignmentalhealth.com/blog/what-is-unpleasant-design-and-how-does-it-affect-mental-health

Le suddette panchine impediscono, inoltre, anche le manovre di skate, così come l’installazione di luci rosse in punti strategici, allontanano le persone da determinati luoghi durante la sera, e, allo stesso modo, alcuni centri urbani utilizzano addirittura degli altoparlanti per riprodurre suoni ad alta frequenza per disperdere i cittadini, evitando la loro sosta e permanenza per lunghi periodi... Insomma, questi sono alcuni esempi di come l'urbanistica e il disegno dell’arredamento urbano influiscono sulla segregazione di determinate popolazioni nelle nostre città.


La città è davvero per tutti?

Lo scopo di questi interventi è altrettanto evidente: allontanare determinati gruppi di persone da luoghi specifici all'interno degli importanti centri urbani. L’articolo, pubblicato dal giornale britannico The Guardian, intitolato Anti-homeless spikes: ‘Sleeping rough opened my eyes to the city’s barbed cruelty’ (Picchi anti senzatetto: ‘dormire male mi ha aperto gli occhi sulla crudeltà pungente della città’), ha sconvolto vari lettori di tutto il mondo, mettendo in evidenza come il disegno urbano controlla i nostri comportamenti e movimenti in modo ostile e disumano, influenzando i nostri atteggiamenti civili e diminuendo la nostra empatia nei confronti degli altri.


arquitetura hostil morador de rua
Fonte: https://observatorio3setor.org.br/noticias/coletivos-de-sao-paulo-realizam-projeto-encontros-invisiveis/

Queste strategie sono messe in pratica con la narrativa di mantenere l’ordine, assicurare la sicurezza, ed evitare condotte sgradite, come manovre di skate e persone che dormono in pubblico. Tuttavia, con la rapida diffusione di queste pratiche, diversi professionisti criticano tali misure come superflue, soprattutto perché incidono principalmente sulle persone più vulnerabili della società, come i senzatetto o quelli che trascorrono lunghi periodi lavorando per strada.


Spesso passiamo davanti a vari oggetti del design ostile senza nemmeno renderci conto, come una semplice panchina inclinata che impedisce la permanenza per lunghi periodi, in altri casi, le strategie sono più incisive e si fanno presente anche a quelli meno attenti, come i picchi messi sopra i muretti per impedire totalmente che una persona possa sedersi o sdraiarsi. Comunque sia, a prescindere della nostra consapevolezza, l'impatto psicologico su di noi è immane.


arquitetura hostil
Fonte: https://99percentinvisible.org/episode/unpleasant-design-hostile-urban-architecture/

Nel 2019, il numero di senzatetto in Inghilterra è aumentato dell’11,4%. Sono quasi 70 mila le persone che non hanno un tetto per proteggersi dal sole o dalla pioggia, non hanno un letto dove dormire, o un bagno per le loro necessità essenziali. L’utilizzo del disegno urbano come strumento di segregazione disperde queste persone dai principali centri urbani, sempre nel tentativo di nascondere tale problema sociale dagli occhi di quelli che, tutti i giorni, camminano per strada, entrano nei bar per fare colazione, vanno nei ristoranti per pranzo, e frequentano grandi edifici corporativi, diminuendo sempre di più l’empatia con la quale vediamo queste persone che, vittime di un sistema iniquo, rimangono sempre ai margini della società e, di conseguenza, anche della nostra attenzione.


La nostra mancanza di empatia si fa presente quando, di fronte a queste persone, ignoriamo la loro esistenza e rifiutiamo la richiesta di qualche spicciolo, perché “comunque li utilizzeranno per comprare l’alcol”, oppure ci laviamo la coscienza proponendo l’idea che si trovino un lavoro o che investano il loro tempo nello studio. Tuttavia, il sistema in cui siamo inseriti è crudele e può colpire in modo negativo chiunque, anche quelli che sembrano avere una certa stabilità economica. Nel 2014, un uomo è stato trovato morto, impalato in una gradinata a Londra. L’uomo in questione era Pawel Koseda, un ex-professore universitario polacco. Lui è stato trovato da Ed Boord, un passante che dichiarò di aver visto delle persone che camminavano di fianco al corpo deceduto senza nemmeno averlo notato.


"Sono rimasto sconvolto di vedere che qualcuno vivesse senza essere notato, e, anche nei suoi ultimi momenti, le persone continuavano ad andare dritto."

La città è per le persone, ma chi viene veramente accolto dalla città?

I senzatetto trascorrono i giorni della loro vita cercando un posto asciutto e protetto dal freddo dove possano dormire, e quando trovano finalmente una panchina sulla quale possono riposare il loro corpo esaurito, questa viene sostituita da una con angoli e dimensioni strane, che impediscono a chiunque di sdraiarsi, come se volessero dire: chi ha bisogno di riposarsi, che lo faccia a casa. Queste misure veicolano un messaggio ben preciso: non siete i benvenuti qui. Sono soluzioni che vogliono nascondere le persone emarginate dagli occhi degli altri, costringendole a trasferirsi in luoghi più remoti e pericolosi, privi di qualsiasi supporto sociale, rendendo la loro situazione ancora più fragile.


arquitetura hostil
Fonte: https://twitter.com/hashtag/camdenbench

Quando la città perde la sua umanità, non può indirizzare questa segregazione ad una popolazione specifica, visto che queste misure sono incapaci di distinguere tra quelli che “meritano” o no di utilizzare lo spazio pubblico. Quando rendiamo impossibile che un senzatetto possa riposare il suo corpo stanco sotto una fermata dell’autobus o all'interno di una stazione della metro, lo stiamo rendendo altrettanto impossibile anche ai più anziani, agli infermi e alle persone incinte. Restringere l’accesso e l'utilizzo di determinate persone alla città, la rende meno attrattiva per tutti.


arquitetura hostil
Fonte: https://projetocolabora.com.br/ods11/a-arquitetura-hostil-das-cidades/

Che tipo di città vogliamo progettare per il nostro futuro? Una inclusiva, che non fa distinzione tra le persone che la vivono, oppure vogliamo tralasciare le iniquità sociali e continuare a fomentare un design ostile e disumano che priva i cittadini dalla propria città?


Fonti:

  • https://www.nytimes.com/2019/11/08/nyregion/hostile-architecture-nyc.html

  • https://www.theguardian.com/society/2015/feb/18/defensive-architecture-keeps-poverty-undeen-and-makes-us-more-hostile

  • https://edition.cnn.com/style/article/new-dean-harvey-james-furzer-hostile-architecture-debate/index.html

  • https://99percentinvisible.org/episode/unpleasant-design-hostile-urban-architecture/

  • https://www.youtube.com/watch?v=WeyLEe1T0yo

  • https://www.ilpost.it/2018/02/04/architettura-ostile/

  • https://thevision.com/architettura/archittettura-nemica-uomo/

  • https://www.archdaily.com.br/br/888722/arquitetura-hostil-a-cidade-e-para-todos

  • https://www.theguardian.com/society/2019/dec/18/homeless-households-in-england-up-by-23-in-a-year-official-figures

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