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  • Adriel Henrique

Alexander McQueen, dall'anonimato al mondo

Nato a Londra il 17 marzo 1969, Lee Alexander Mcqueen è stato uno dei protagonisti dell'alta moda britannica. La sua carriera come stilista è iniziata ad appena 16 anni, età in cui ha abbandonato la scuola e ha cominciato a lavorare presso la Anderson & Sheppard di Londra, dove confezionava completi realizzati su misura.

Fonte: https://epoca.globo.com/sociedade/bruno-astuto/noticia/2017/05/vida-do-estilista-alexander-mcqueen-vira-filme-e-documentario-em-breve.html

Dopo aver lavorato con un altro sarto e con un disegnatore di costumi teatrali, McQueen ha collaborato con lo stilista giapponese Koji Tatsuno a Londra, e poi con Romeo Gigli in Italia. Tornato in Inghilterra, ha conseguito un master presso la prestigiosa Central Saint Martins, dove si è particolarmente distinto tra gli studenti con la sua tesi, realizzando una sfilata che ha attirato l'attenzione della stilista Isabella Blow, che avrebbe poi acquistato la sua intera collezione. In seguito Bow è diventata un'amica molto stretta di McQueen.


Dall'anonimato al mondo

Subito dopo essersi laureato nel 1992, McQueen ha fondato la propria marca, Alexander McQueen, con la presentazione di una collezione femminile. La collezione ha riscosso un enorme successo fin dall'inizio, soprattutto grazie ai pantaloni bumster, capi con la vita abbassata, che hanno attirato grande attenzione da parte dei media.

Fonte: https://www.dazeddigital.com/fashion/article/41876/1/low-slung-trouser-trend-2018-low-rise-jeans-00s-nostalgia-mcqueen-bumsters

Nel 1996, a soli quattro anni dalla laurea e dalla fondazione della sua griffe, McQueen è stato nominato "Stilista britannico dell'anno", oltre a essere nominato capo stilista di Givenchy. Il periodo di lavoro dello stilista presso Givenchy, durato dal 1996 al 2001, è stato piuttosto agitato, poiché oltre a lavorare per la casa francese ha dovuto occuparsi anche del proprio marchio.

"Ho trattato Givenchy in maniera molto cattiva. Per me erano solo soldi. Ma non c'era niente che potessi fare: l'unico modo in cui avrebbe potuto funzionare sarebbe stato se mi avessero permesso di cambiare l'intero sistema concettuale della marca, conferendole una nuova identità, e loro non hanno mai voluto che lo facessi."

Lo spirito audace di McQueen

Alexander McQueen aveva come caratteristica distintiva i capi che si allontanavano dall'ovvio, abiti dai tratti romantici, colori scuri ed elementi grotteschi e violenti. Le sue collezioni proponevano vestiti con una vestibilità elegante e semplice, abiti a forma di clessidra con corsetti stretti.


Dal punto di vista estetico, le sue collezioni erano considerate opere d'arte, nelle quali spiccava il suo stile iconico e drammatico, frutto dell'amore dello stilista per il teatro e dell'influenza del periodo in cui lavorava con una sartoria che creava costumi per il palcoscenico.

Fonte: http://www.wernersocial.com.br/os-05-desfiles-mais-incriveis-de-alexander-mcqueen/

Avviso di contenuto sensibile // Violenza sessuale/stupro.


Le sue sfilate erano veri e propri spettacoli teatrali, a McQueen interessava stupire e provocare il pubblico. Nella sua collezione del 1995, dal titolo "Highland Rape" (stupro delle terre alte, in traduzione literale), le modelle hanno sfilato con schizzi di sangue, dando l'impressione di essere state violentate, indossando corsetti e pizzi strappati. La sfilata ha suscitato molte critiche da parte della stampa, ma è stata considerata la sfilata con cui Alexander McQueen ha consolidato la sua reputazione di stilista di livello mondiale.

Fonte: https://blog.metmuseum.org/alexandermcqueen/images/McQ.215a,%20b_mcq.215.AV1.JPG

McQueen affronta continuamente delle tematiche insolite, che sovvertono le regole convenzionali delle sfilate e mettono in discussione la realtà, nonostante siano presentate in maniera fantasiosa. McQueen sfrutta le sue passerelle per criticare questioni sociali e rompere con gli standard di bellezza prestabiliti.


Un esempio è la collezione Voss (primavera/estate 2001), quando, alla fine della sfilata, una scatola si è aperta per svelare al pubblico la nudità dell'autrice erotica Michelle Olley, una donna con caratteristiche fisiche che sfidano le norme di bellezza imposte dall'industria. "Queste bellissime modelle camminavano per la stanza, e poi all'improvviso è stata rivelata questa donna che non sarebbe stata considerata bella. Si trattava di un tentativo di 'catturare' qualcosa che non fosse convenzionalmente bello per dimostrare che la bellezza viene da dentro", ha dichiarato McQueen all'epoca della mostra.

Fonte: https://pin.it/36JXnFh
Fonte: https://www.vogue.pt/alexander-mcqueen-documentario

Una collaborazione di successo

Questa collaborazione è iniziata nel 1996, quando Sarah ha trascorso il suo anno di tirocinio (che è l'anno che intercorre tra il penultimo e l'ultimo anno di università in Inghilterra) lavorando per McQueen dopo essere stata indicata da un consulente dell'università. Dopo essersi laureata alla Central Saint Martins, la stessa università in cui si è laureato McQueen, Sarah è tornata a lavorare per la griffe. Nel 2000 è stata nominata capo stilista della collezione donna, posizione che ha ricoperto fino al 2010.

Fonte: http://fashion.telegraph.co.uk/news-features/TMG11449641/Lee-changed-the-way-women-dress-Sarah-Burton-on-Alexander-McQueens-legacy.html

Avviso di contenuto sensibile // Suicidio.


Nel febbraio 2010 è stata annunciata la morte per suicidio di Alexander McQueen. In questo periodo Sarah è stata nominata direttrice creativa dell'azienda e succeditrice di McQueen, con il quale ha lavorato per 14 anni fino alla sua morte, oltre a supervisionare lo sviluppo di tutte le linee del brand. La stilista è salita alla ribalta quando è stata scelta per disegnare l'abito da sposa di Kate Middleton e ha vinto il titolo di "Designer dell'anno" al British Fashion Awards.


Alexander McQueen è scomparso e ha lasciato una straordinaria eredità, trasformando la comprensione della moda al di là dell'utilità, presentando sempre un concetto di espressione, cercando la sua identità attraverso le emozioni. Le sue creazioni di grande influenza teatrale e drammatica hanno avuto un grande impatto nell'industria della moda e il suo concetto è ancora presente nelle creazioni di Sarah Burton.


Documentario: Life of a Star: Alexander Mc Queen and I



Materiale complementare:

Libro:

  • Alexander Mcqueen - Savage Beauty

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