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  • Giada Gorga

Caro Diario

LE ISOLE DI ROMA

Goethe scriveva che "solo a Roma ci si può preparare a comprendere Roma".

Aveva ragione.

Roma è complessa da guardare, da studiare, da costruire e da vivere; è una città storica che è stata frantumata. I quartieri popolari nati nel XX secolo ne sono il risultato più evidente, sono i brandelli della città, "sono isole i quartieri di Roma, in senso architettonico e come classi sociali".


E' Nanni Moretti che parla di quartieri-isole ed è lui che riesce a descriverli con tono sincero nel film da lui scritto, diretto e interpretato: Caro Diario (1993). Qui egli racconta se stesso, portando sullo schermo le sue esperienze di vita. Il titolo non è scelto a caso:

Ho voluto chiamarlo Caro Diario perché fosse subito chiaro allo spettatore che si trattava di un film molto personale, intimo, privato […].

L'idea iniziale di Moretti era quella di realizzare un cortometraggio filmandosi mentre viaggiava in vespa per le vie di Roma. Il risultato è invece un film diviso in tre capitoli (In vespa, Isole e Medici) per portare in scena il percorso della sua malattia. Per l'analisi dei quartieri popolari risulta fondamentale il capitolo sulla vespa, che inizia inquadrando quella che si intuisce essere la sua mano mentre scrive su un quaderno:

Caro diario, c'è una cosa che mi piace fare più di tutte!

Nel viaggio in vespa si scopre che una delle ossessioni del personaggio è osservare le case e "ogni tanto […] vedere anche come sono fatte dentro".

Caro Diario, 1993, Nanni Moretti: immagine tratta dal film

Il viaggio continua attraverso i quartieri popolari: gli inconfondibili Garbatella e Spinaceto e si parla anche di Vigne Nuove e Tufello.


Garbatella nasce il 18 febbraio 1920 quando Vittorio Emanuele III posa la prima pietra in quella che oggi è piazza Benedetto Brin. L'idea di partenza è quella di applicare a Roma il modello della città giardino: una città a bassa densità abitativa in cui il rapporto con lo spazio aperto risulta essere fondamentale. Il quartiere è formato da 62 lotti e la progettazione è affidata dall'ICP (Istituto Case Popolari) a un gruppo di architetti e ingegneri, tra cui troviamo Gustavo Giovannoni, Massimo Piacentini, Innocenzo Sabbatini, Costantino Costantini, Plinio Marconi e Gian Battista Trotta. Lo stile che sembra essere il più comune è il barocchetto romano, con forme sinuose ed elementi che richiamano gli animali.


Spinaceto si sviluppa tra il 1964 e 1970 nella parte sud-orientale di Roma. Nel film Moretti parla di "fuga da Spinaceto" perché appare come un gigante di cemento molto poco accogliente. Si tratta di un complesso di due edifici lineari, lunghi 2 km, alti 8 piani, con finestre a nastro e funzioni commerciali ai piani terra.


La particolarità di Tufello è il complesso di edifici realizzati tra il 1940 e il 1947: le case a pettine. Si presentano con facciate di travertino nella parte basamentale e di intonaco ocra nel resto della superficie. La struttura è ben leggibile dall'esterno attraverso la griglia regolare delle aperture. Sorprendentemente, sono edifici residenziali con un carattere decoroso quando confrontati con le altre situazioni.


Il progetto del quartiere di Vigne Nuove viene affidato nel 1972 a un gruppo di progettisti coordinato da Lucio Passarelli. E' situato nella periferia settentrionale di Roma, occupa una superficie triangolare di circa 8 ettari e ospita 524 alloggi per 3300 abitanti. All'interno si articola un percorso pedonale che collega tutti i servizi e le attrezzature collettive, quasi a richiamare Le Corbusier. L'idea di Passarelli è quella di realizzare un edificio unitario per risolvere la sensazione di lontananza dal centro della città.


Cosa hanno in comune? Ben poco, se non il fine per il quale sono stati realizzati: ospitare gli ex abitanti del centro, che si devono spostare a causa delle trasformazioni urbanistiche per la nuova capitale e poi per gli sventramenti del ventennio fascista. Si sa che si tratta di periodi storici a dir poco complessi. Inoltre, il problema da risolvere richiede una soluzione immediata quindi non c'è tempo per tentare di dare forma alle idee con un criterio comune.


I quattro quartieri sono frammenti di città in un paese "incapace di ricordare, di comunicare, di ascoltare, di capire" quali sono le esigenze da soddisfare.

Nanni Moretti, con la sua descrizione essenziale, per raccontare "brandelli della sua vita privata" attraverso immagini di una città che ammette di amare, riesce a far percepire la frammentazione di Roma e la fragilità delle isole romane.


Riferimenti

Film:

  • Caro Diario, Nanni Moretti, 1993

Siti web:

  • “Caro Diario.” Il Cinema Ritrovato, https://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/per-conoscere-i-film/caro-diario/.

  • “Quartiere Della Garbatella.” ArchiDiAP, https://archidiap.com/opera/quartiere-della-garbatella/.

  • “Quartiere Di Spinaceto.” ArchiDiAP, https://archidiap.com/opera/quartiere-di-spinaceto/.

  • “Case a Pettine Al Tufello.” ArchiDiAP, https://archidiap.com/opera/case-a-pettine-al-tufello/.

  • “Quartiere Di Vigne Nuove (Piano Di Zona N.7).” ArchiDiAP, https://archidiap.com/opera/quartiere-di-vigne-nuove-piano-di-zona-n-7/.

  • Gnavi, Alberto. “Trasformazioni Urbanistiche in Roma Capitale. I ‘Relitti’ Del Rione Ponte (1870-1970).” ArcHistoR Architettura Storia Restauro - Architecture History Restoration Anno IV n. 8, Pp. 78-131 (ISSN 2384-8898), 3 Dec. 2020, https://www.academia.edu/44623476/Trasformazioni_urbanistiche_in_Roma_capitale_I_relitti_del_rione_Ponte_1870_1970_.

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